La panchina

Segue dal blog di Luciano: Il megafono.

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Sconforto. Sconcerto. Terribile incertezza del futuro. Quel futuro che sembrava soltanto attesa; quel futuro sul quale avevano, però, sempre sentito pesare l’ombra della consapevolezza che la loro collocazione là era tutt’altro che assodata; quel futuro ora diveniva concreto, acquisiva lo spessore di un presente imminente, carico di pena e di preoccupazioni. Un futuro di stravolgimenti.

Leggi tutto il testo.

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Covaccino integrale

Cari amici di blog, ecco un breve racconto per il fine settimana, che si può leggere anche durante i giorni lavorativi, magari alla fermata del bus.

Come classificarlo? Non so, davvero non lo so. Dite voi.

Prima di lasciarvi alla lettura, voglio rendere aperto e chiaro merito al mio fratellone, già fonte di ispirazione per altri scritti miei, pubblicati o da pubblicare: la sua presenza permea l’intero racconto di oggi.

In una delle prossime occasioni vi racconterò anche di lui, se avrete voglia di ascoltare.

Covaccino integrale, il link.

Un abbraccio

Quando son sola in casa

Ecco un altro racconto.

Questa volta vado sul leggero, niente di misterioso, niente di macabro.

Qui sotto le prime righe. Dalla sezione Pagine, a sinistra, o dal link seguente il testo completo.

Buona lettura, spero.

Oookkey! Il dvd manda una bella sfilza di mp3 di cantautori italiani anni Settanta: ho rippato un po’ di cimeli di famiglia e così c’ho il mio modernariato musicale.

Me ne sto in cucina a preparare per domani, così mi porto una bella margherita al lavoro e me la scaldo con il grill del micro. E faccio invidia a tutte.

Bella storia!

No, squilla il cellu! Accidenti! Proprio mentre ho le mani impiastrate. No! L’ho anche messo in ricarica e laggiù non c’arrivo. Scottex, presto uno scottex; due. Quando suona, non sono capace di resistere: devo vedere chi è, vedere chi è, vedere chi è.